Crismazione

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Crismazione di una donna adulta

Il sacramento della Crismazione, o myron, è l'uno dei Sacramenti della Chiesa Ortodossa, analogo alla confermazione occidentale; in genere, segue il battesimo.

Significato

"Sigillo del dono dello Spirito santo", esso costituisce una pentecoste continuata, la comunicazione dell'energia increata che permetterà al nuovo cristiano di assumere personalmente la grazia del battesimale, di trasformare in somiglianza l'immagine di Dio restaurata con il battesimo.

La crismazione appare così come il sacerdozio regale. Ogni confermato è laikos, vale a dire membro del popolo (laos) di Dio, che è un popolo di re, di sacerdoti e di profeti. Ogni confermato è pneumatoforo, "portatore di Spirito". I laici nella chiesa ortodossa, con la benedizione del loro vescovo, possono insegnare teologia (nei seminari e nelle accademie di teologia, molti professori sono laici), persino predicare nelle chiese ( i laici "predicatori sacri" della chiesa greca). La regalità sacerdotale e profetica del laico lo rende co-liturgo e custode responsabile della verità.

Profetismo apostolico

Ogni confermato è chiamato a diventare testimone consapevole della Verità. Colui che, con una lunga e dura "lotta interiore", si lascia riempire dallo Spirito santo, realizza pienamente la missione apostolica della chiesa, perchè annuncia il regno non soltanto con la parola, ma con potenza. La chiesa ortodossa riconosce così un apostolato carismatico strettamente personale. Il profetismo apostolico è legato ai suoi aspetti paolino e giovanneo: come San Paolo, l'uomo apostolico ode delle "parole ineffabili"; come san Giovanni nell'Apocalisse, egli dice ciò che ha visto. Realizza nella propria persona le promesse di Cristo. La ricerca di questo profetismo apostolico è il cuore del monachesimo ortodosso. Il monaco non è un chierico nè un letterato, bensì un laico che prende pienamente sul serio la propria dignità. Gli "anziani" (gherontes in greco, starcy in russo), dopo una lunga serie di anni di distacco, di obbedienza, di silenzio e di preghiera, vengono inviati, direttamente da Dio, davanti alle folle. E allora danno testimonianza mediante l'esorcismo, la profezia, il dono di guarire e di discernere gli spiriti. Le cose andarono così a partire da Antonio il Grande, fondatore del monachesimo, fino agli starcy russi del XIX secolo e ai colivadi gredi della nuova epoca. E questo ministero, per quanto più discreto e più raro, non è comunque scomparso nell'ultimo secolo. Solo uno "spirituale" puà diventare un autentico " padre spirituale". La " compassione", nel senso più profondo di questa parola, è considerata dalla tradizione ortodossa come un dono dello Spirito Santo, come una delle grazie più importanti dell'apostolato carismatico.


La Tradizione e l'assunzione

Il Paraclito, dice Gesù, " vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto cià che io vi ho detto" ( Gv 15,26). Per l'Ortodossia la Tradizione - paradosis - non è un'altra fonte di rivelazione accanto alle Scritture: è il "modo unico di ricevere la rivelazione", lo Spirito che fissa le scritture e preserva il loro senso. LA Tradizione non è un complemento della Parola, bensì il Soffio che porta la Parola e la rende viva in tutte le età della chiesa. E' lo Spirito che diventa memoria sacra e spirito di discernimento della chiesa, e che trasforma i testi apparentemente eterogenei della Bibbia - la dualità dei due Testamenti - in "corpo unico della verità".

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